Farmacia contemporanea: retail design, benessere e consulenza

La progettazione di una farmacia contemporanea richiede oggi un approccio molto più ampio rispetto alla semplice organizzazione dello spazio vendita. Il progetto deve mettere in relazione funzionalità, esposizione del prodotto, identità visiva, comfort e qualità dell’esperienza, costruendo un ambiente capace di comunicare competenza, attenzione alla persona e benessere.

Questo concept sviluppa l’idea di una farmacia moderna ed elegante, nella quale l’architettura prende progressivamente le distanze dall’immagine tradizionale del punto vendita sanitario per avvicinarsi ai linguaggi del retail evoluto, dell’hospitality e del wellness.

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Uno spazio dedicato alla persona

L’organizzazione degli ambienti parte dalla necessità di rendere immediatamente leggibili le diverse funzioni.

Il banco principale mantiene un ruolo centrale, ma non domina completamente lo spazio. Attorno ad esso si sviluppano aree dedicate alla dermocosmesi, agli integratori, alla prevenzione e al benessere, accompagnate da zone nelle quali il rapporto con il cliente può diventare più riservato e personale.

L’obiettivo è trasformare la farmacia in un luogo nel quale vendita, consulenza e relazione possano convivere senza sovrapporsi.

Il visitatore deve poter comprendere intuitivamente il funzionamento dello spazio, orientarsi tra le differenti categorie merceologiche e avvicinarsi ai prodotti senza percepire l’ambiente come eccessivamente tecnico o affollato.

Materiali naturali e tonalità morbide

Il concept utilizza una palette basata su legni chiari, superfici minerali, tonalità neutre e accenti verde salvia.

Il legno introduce una componente calda e domestica, mentre pietra e superfici chiare mantengono la sensazione di pulizia e precisione necessaria a un ambiente sanitario.

Il verde viene utilizzato come elemento di equilibrio visivo e come riferimento al mondo naturale, alla prevenzione e alla cura della persona.

Il risultato è un ambiente luminoso e ordinato nel quale i materiali contribuiscono a costruire una percezione di qualità senza ricorrere a soluzioni eccessivamente decorative.

Il banco farmacia come elemento architettonico

Il banco viene concepito come parte integrante dell’architettura.

Superfici minerali chiare, pannellature lignee e illuminazione LED integrata definiscono un elemento continuo, leggero e riconoscibile. Le linee orizzontali accompagnano il cliente lungo il percorso e contribuiscono a ridurre la percezione della dimensione del volume.

Particolare attenzione viene dedicata all’illuminazione inferiore e agli elementi retroilluminati, utilizzati per separare visivamente l’arredo dal pavimento e conferire maggiore profondità allo spazio.

Postazioni operative e sistemi informatici vengono integrati cercando di ridurne l’impatto visivo, mantenendo il banco ordinato anche durante l’attività quotidiana.

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Esposizione e visual merchandising

In farmacia l’esposizione deve rispondere contemporaneamente a esigenze commerciali e informative.

Le pareti attrezzate vengono quindi organizzate attraverso moduli verticali, ripiani retroilluminati e sistemi espositivi integrati, capaci di creare una gerarchia chiara tra categorie di prodotto.

Dermocosmesi, integratori, cura della persona e benessere vengono trattati come vere e proprie aree tematiche, riconoscibili attraverso segnaletica, materiali e composizione degli espositori.

L’illuminazione integrata valorizza il packaging senza produrre un effetto eccessivamente commerciale e permette di mantenere una percezione ordinata anche in presenza di un numero elevato di referenze.

La dermocosmesi come area specializzata

Una parte importante del concept è dedicata alla dermocosmesi.

Questa zona assume un linguaggio più vicino a quello di una boutique specializzata, con espositori aperti, superfici calde, elementi vegetali e una maggiore attenzione alla presentazione del singolo prodotto.

La farmacia può così differenziare chiaramente le aree più tecniche dalle zone dedicate alla bellezza e al benessere, senza interrompere la continuità complessiva del progetto.

Il prodotto viene presentato in maniera più selettiva, evitando l’effetto di sovraccarico tipico di molti punti vendita tradizionali.

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Spazi per consulenza e relazione

La farmacia contemporanea non è soltanto un luogo nel quale acquistare prodotti.

Servizi, prevenzione e consulenza stanno assumendo un ruolo sempre più significativo e richiedono spazi adeguati.

Nel concept viene quindi introdotta una zona consulenza più raccolta, separata visivamente dal flusso principale ma ancora integrata nel punto vendita. Sedute confortevoli, illuminazione morbida e una maggiore presenza di elementi naturali costruiscono un ambiente meno commerciale e più vicino a uno spazio dedicato all’ascolto.

Questa area può essere utilizzata per consulenze dermocosmetiche, nutrizionali, servizi personalizzati o attività informative.

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Illuminazione integrata nel retail design

La luce rappresenta uno degli strumenti principali nella costruzione dell’identità dello spazio.

L’illuminazione generale viene mantenuta uniforme e controllata, mentre LED lineari integrati negli arredi definiscono pareti espositive, banconi e nicchie.

La temperatura della luce viene studiata per evitare l’effetto eccessivamente freddo tipico degli ambienti sanitari tradizionali.

Ne deriva una luce più calda e accogliente, capace allo stesso tempo di garantire una corretta lettura del prodotto e un’elevata qualità visiva.

Natura e benessere come elementi del progetto

La presenza della vegetazione viene utilizzata in modo controllato per rafforzare l’identità dell’ambiente.

Piante e piccoli elementi verdi interrompono la sequenza degli espositori, introducono una scala più domestica e contribuiscono a rendere meno rigido il rapporto tra arredo e prodotto.

Non si tratta di una semplice componente decorativa, ma di un elemento coerente con il posizionamento complessivo dello spazio: salute, prevenzione, benessere e attenzione alla persona.

Una nuova identità per la farmacia

Il progetto interpreta la farmacia come uno spazio ibrido tra ambiente sanitario, retail specializzato e luogo dedicato alla cura della persona.

La componente commerciale rimane presente, ma viene inserita all’interno di una struttura architettonica più articolata, nella quale materiali, luce, esposizione e comunicazione costruiscono un’esperienza coerente.

Il risultato è una farmacia capace di apparire professionale senza essere impersonale, elegante senza diventare esclusiva e tecnologica senza perdere il rapporto umano.

Un modello di retail nel quale il progetto dello spazio contribuisce direttamente alla qualità del servizio e alla percezione complessiva del luogo.

Retail design e allestimenti per spazi commerciali

Progettazione di arredi su misura, esposizione del prodotto e organizzazione dello spazio vendita

Nel corso di diversi anni ho collaborato con un’azienda specializzata nella realizzazione di arredi e allestimenti per attività commerciali, partecipando allo sviluppo di numerosi interventi destinati al mondo del retail.

Questa esperienza mi ha permesso di lavorare su una tipologia di progetto molto concreta, nella quale architettura, interior design, comunicazione e produzione dell’arredo devono convergere in una soluzione unica. Nel punto vendita ogni elemento deve rispondere contemporaneamente a esigenze estetiche, funzionali e commerciali.

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Gli interventi hanno riguardato soprattutto la progettazione e lo sviluppo di banconi vendita, pareti attrezzate, espositori, retrobanchi, vetrine, sistemi di illuminazione integrata e arredi realizzati su misura, adattati ogni volta alle caratteristiche dello spazio esistente e alle necessità specifiche dell’attività.

Lo spazio commerciale come sistema

Progettare un ambiente retail significa lavorare su una scala diversa rispetto a quella dell’interior design residenziale. Lo spazio deve essere immediatamente comprensibile, facilitare il movimento dei clienti, rendere visibile il prodotto e allo stesso tempo consentire agli operatori di lavorare in maniera efficace.

Il progetto parte quindi dall’analisi dei flussi, delle aree operative, delle superfici espositive e dei punti di contatto con il cliente. Bancone, retrobanco e pareti attrezzate non vengono considerati come singoli mobili, ma come parti di un sistema coordinato.

Particolare attenzione viene riservata alla capacità espositiva. In attività caratterizzate da un numero elevato di prodotti, anche di piccole dimensioni, è fondamentale ottenere il massimo utilizzo delle superfici disponibili senza trasformare lo spazio in un ambiente visivamente caotico.

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Arredo su misura e identità del punto vendita

La progettazione su misura permette di utilizzare l’arredo anche come strumento di caratterizzazione dello spazio.

Legni chiari o scuri, superfici neutre, elementi metallici, pannellature verticali, illuminazione lineare e dettagli retroilluminati possono costruire linguaggi molto differenti pur partendo dalla stessa esigenza funzionale.

In alcuni interventi il progetto ricerca un’immagine luminosa e minimale; in altri vengono introdotti materiali più scuri, superfici materiche o elementi verticali capaci di attribuire maggiore profondità e riconoscibilità all’ambiente.

La scelta dei materiali non riguarda soltanto l’aspetto estetico. Resistenza, manutenzione, durata e possibilità di sostituzione dei componenti sono elementi essenziali in spazi sottoposti ogni giorno a un utilizzo intenso.

Illuminazione ed esposizione

Nel retail la luce costituisce una parte fondamentale del progetto.

L’illuminazione integrata negli espositori consente di mettere in evidenza il prodotto e di costruire una gerarchia visiva all’interno dello spazio. LED lineari, retroilluminazioni e luce indiretta permettono inoltre di alleggerire visivamente strutture che devono necessariamente contenere una notevole quantità di merce.

Una corretta progettazione illuminotecnica contribuisce così sia alla funzionalità del punto vendita sia alla percezione complessiva dell’ambiente.

Tecnologia e comunicazione nel punto vendita

L’evoluzione del retail ha progressivamente introdotto monitor, display digitali e sistemi di comunicazione dinamica all’interno dell’arredo.

La tecnologia non deve però apparire come un elemento aggiunto successivamente. Display e dispositivi possono essere integrati direttamente nelle pareti espositive e nei sistemi di arredo, diventando parte della composizione architettonica.

Questo consente al punto vendita di modificare nel tempo la propria comunicazione senza intervenire continuamente sulla struttura fisica dello spazio.

Dal progetto alla realizzazione

La collaborazione continuativa con un’azienda produttrice di arredi mi ha permesso di approfondire anche il rapporto tra progettazione e costruzione reale del manufatto.

Un arredo commerciale deve essere progettato considerando fin dall’inizio sistemi di assemblaggio, spessori, ferramenta, illuminazione, passaggi impiantistici, manutenzione e modalità di installazione.

Il disegno architettonico viene quindi sviluppato fino a confrontarsi direttamente con il processo produttivo. È un passaggio fondamentale: trasforma un’immagine progettuale in un oggetto costruibile, ripetibile e realmente utilizzabile.

Retail design come equilibrio tra architettura e prodotto

Questa esperienza ha consolidato un approccio al progetto dello spazio commerciale basato sull’integrazione tra architettura, arredo, illuminazione, comunicazione e prodotto.

Che si tratti di un piccolo esercizio commerciale, di un punto vendita specializzato o di uno showroom, l’obiettivo rimane costruire uno spazio riconoscibile e funzionale, capace di valorizzare ciò che viene esposto senza perdere qualità architettonica.

Il retail diventa così un ambito nel quale il progetto non riguarda soltanto l’aspetto del luogo, ma il modo in cui persone, prodotti e spazio entrano continuamente in relazione.

VOLVO Concept Store Milano

Piazza San Babila, Milano — 2016
Committente: Volvo Car Italia S.p.A.
Incarico affidato all’Arch. Gaspare Inglese
Ruolo: collaborazione alla progettazione

Nel 2016 ho collaborato, nell’ambito dell’incarico affidato all’Arch. Gaspare Inglese, allo sviluppo del concept per un nuovo spazio Volvo nel centro di Milano, all’interno di un ambiente commerciale articolato su più livelli in Piazza San Babila.

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Il progetto nasceva con l’obiettivo di superare il modello tradizionale dello showroom automobilistico. L’idea era costruire un luogo dedicato non soltanto alla presentazione delle vetture, ma più in generale alla comunicazione dell’identità Volvo: uno spazio capace di raccontarne la storia, i valori e la visione futura attraverso architettura, tecnologia e contenuti multimediali.

Il concept organizzava lo store come un percorso continuo, fluido e immersivo, caratterizzato da superfici curve, pareti multimediali e da una forte integrazione tra spazio fisico e strumenti digitali. Realtà virtuale, sistemi interattivi, proiezioni e tavoli touch consentivano al visitatore di esplorare il prodotto e il mondo Volvo attraverso modalità che, per il 2016, anticipavano molte delle esperienze oggi comuni negli spazi retail evoluti.

La componente tecnologica non veniva concepita come semplice elemento scenografico, ma come parte integrante dell’architettura. Il visitatore poteva approfondire caratteristiche tecniche delle vetture, configurazioni e sistemi costruttivi, oppure immergersi in contenuti legati alla storia e all’evoluzione del marchio.

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Particolare attenzione era dedicata alla flessibilità dello spazio. Il sistema espositivo era pensato per modificare rapidamente assetto e contenuti, permettendo allo store di ospitare presentazioni, eventi, incontri con la stampa, meeting e iniziative legate non soltanto all’automobile, ma ai temi della mobilità, della tecnologia e dell’innovazione.

Dal punto di vista architettonico, il progetto ricercava un ambiente essenziale e riconoscibile: pavimentazioni in legno chiaro, grandi superfici bianche continue e un soffitto ligneo scuro accompagnavano il percorso creando un contrasto materico coerente con un immaginario nordico contemporaneo. Le grandi superfici digitali diventavano parte della costruzione dello spazio e ne modificavano continuamente la percezione.

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Il concept rappresentava quindi l’ipotesi di un nuovo modello di relazione tra brand, prodotto e visitatore, nel quale l’auto non era necessariamente il solo elemento centrale dell’esperienza. Architettura e contenuti digitali costruivano un ambiente capace di trasformarsi e di raccontare, attraverso scenari differenti, il passato e soprattutto il futuro della mobilità Volvo.

Volvo Studio Milano 2024

Collaborazione al progetto di ampliamento

Nel 2024 ho nuovamente collaborato con l’Arch. Gaspare Inglese allo sviluppo progettuale dell’ampliamento del Volvo Studio Milano, proseguendo un’esperienza iniziata con la realizzazione originaria dello spazio nel 2017.

Anche in questo intervento la mia attività si è svolta come collaboratore professionale nell’ambito dell’incarico dell’Arch. Inglese e non attraverso un incarico diretto da parte di Volvo Car Italia.

L’ampliamento ha rappresentato una nuova fase nell’evoluzione del Volvo Studio: non una semplice estensione della superficie disponibile, ma l’occasione per integrare nuovi ambienti e nuove funzioni mantenendo continuità con il linguaggio architettonico, i materiali e l’identità già presenti nello spazio originario.

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L’evoluzione del Volvo Studio Milano

Il Volvo Studio Milano nasce come luogo capace di andare oltre il tradizionale concetto di showroom automobilistico.

Architettura, design, tecnologia, hospitality ed esperienza del visitatore convivono all’interno di uno spazio nel quale l’automobile è parte di un sistema più ampio di relazioni, eventi e comunicazione del brand.

A distanza di alcuni anni dalla sua apertura, l’ampliamento del 2024 ha richiesto di lavorare su questo stesso principio, estendendo le funzioni dello Studio senza perdere la coerenza del progetto originario.

La sfida principale è stata quindi quella di integrare il nuovo con l’esistente, facendo percepire gli ambienti come parti di un unico progetto.

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Continuità architettonica e nuovi spazi

L’intervento ha interessato nuovi ambienti destinati all’esposizione, alla relazione con il pubblico e alle attività di supporto dello Studio.

Il progetto mantiene alcuni degli elementi che caratterizzano fortemente l’identità dello spazio:

  • superfici chiare;
  • controsoffitti scuri;
  • sistemi di illuminazione lineare;
  • rivestimenti in legno a listelli verticali;
  • elementi vetrati;
  • arredi essenziali;
  • integrazione di monitor e contenuti digitali;
  • spazi espositivi flessibili dedicati alle vetture e ai materiali.

Il legno continua ad avere un ruolo centrale, contribuendo a costruire un ambiente caldo e accogliente in contrasto con il carattere più tecnico delle superfici metalliche, del vetro e degli elementi tecnologici.

Uno showroom che non è soltanto showroom

Una delle caratteristiche più interessanti del Volvo Studio è il modo in cui diverse funzioni convivono all’interno dello stesso ambiente.

L’automobile viene esposta insieme a materiali, finiture, contenuti digitali e spazi dedicati all’incontro.

Nell’ampliamento questa impostazione viene ulteriormente sviluppata attraverso ambienti capaci di accogliere differenti modalità di utilizzo.

Le vetture diventano parte del percorso architettonico, mentre elementi espositivi, pareti attrezzate, spazi di relazione e aree più riservate costruiscono livelli differenti di esperienza.

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Materiali e configurazione dello spazio

Il progetto lavora molto sul rapporto tra materiali e percezione.

I rivestimenti lignei contribuiscono a definire le superfici verticali e alcuni elementi cilindrici, mentre il soffitto scuro rende meno percepibile la componente tecnica e valorizza i sistemi di illuminazione.

Il pavimento chiaro mantiene invece continuità visiva e consente alle vetture e agli elementi espositivi di emergere con maggiore forza.

In alcune aree la configurazione dello spazio assume un carattere più dinamico, con percorsi che richiamano simbolicamente il tema della mobilità e accompagnano il visitatore attraverso gli ambienti.

Spazi di incontro e approfondimento

L’ampliamento comprende anche ambienti più raccolti destinati agli incontri e alle attività di approfondimento.

Pareti vetrate e sistemi di separazione consentono di creare spazi più riservati senza interrompere completamente la continuità visiva dello Studio.

Anche questi ambienti mantengono il linguaggio generale del progetto attraverso l’utilizzo del legno, delle superfici neutre e dell’integrazione degli strumenti digitali.

Questo permette di ottenere un ambiente capace di alternare esposizione, relazione, lavoro e comunicazione senza perdere unità architettonica.

Il mio ruolo come collaboratore

Nell’ambito dell’incarico seguito dall’Arch. Gaspare Inglese ho collaborato allo sviluppo architettonico e tecnico dell’intervento di ampliamento.

L’attività ha riguardato, in funzione delle diverse fasi progettuali:

  • sviluppo delle soluzioni architettoniche;
  • approfondimento degli ambienti interni;
  • studio e definizione di dettagli costruttivi;
  • coordinamento tra elementi esistenti e nuove parti;
  • integrazione di materiali, illuminazione ed elementi tecnologici;
  • sviluppo delle soluzioni espositive;
  • verifica della coerenza tra concept e realizzazione;
  • supporto allo sviluppo tecnico del progetto.

Il mio contributo si è quindi inserito all’interno del processo progettuale coordinato dall’Arch. Inglese, in continuità con la precedente esperienza maturata sul Volvo Studio Milano.

Dal progetto originale all’ampliamento

Aver lavorato sia sul progetto originario sia sulla successiva evoluzione dello spazio ha rappresentato un’esperienza particolarmente interessante.

Un ampliamento richiede infatti un approccio diverso rispetto a un intervento realizzato completamente ex novo.

È necessario comprendere quali elementi del progetto originale costituiscano l’identità dello spazio e quali possano invece evolvere per rispondere a nuove esigenze.

Il nuovo intervento deve essere riconoscibile come contemporaneo, ma deve allo stesso tempo apparire come parte naturale dell’architettura esistente.

Questo equilibrio tra continuità e trasformazione è stato uno degli aspetti centrali del progetto.

Progettazione, dettaglio e coordinamento

L’ampliamento del Volvo Studio Milano conferma un principio che considero fondamentale nei progetti complessi: la qualità finale non dipende soltanto dall’idea iniziale, ma dalla capacità di accompagnarla attraverso tutte le successive fasi di approfondimento.

Materiali, dettagli, illuminazione, elementi tecnologici, arredi e sistemi espositivi devono essere coordinati all’interno dello stesso disegno.

È un approccio che ho maturato anche attraverso le precedenti esperienze legate al Volvo Retail Experience e al progetto originario del Volvo Studio Milano, e che oggi ritrovo nel modo in cui affronto la progettazione integrata.

Volvo Studio Milano

Collaborazione allo sviluppo del nuovo concept store Volvo

Nel 2017 ho collaborato con l’Arch. Gaspare Inglese, titolare dell’incarico affidato da Volvo Car Italia S.p.A., allo sviluppo progettuale del nuovo Volvo Studio Milano, realizzato all’interno del complesso Porta Nuova Varesine.

La mia attività si è svolta quindi come collaboratore professionale nell’ambito dell’incarico dell’Arch. Inglese e non attraverso un incarico diretto da parte di Volvo Car Italia.

Il progetto rappresenta una delle esperienze più significative del mio percorso nel settore automotive e retail, perché ha richiesto di trasformare un concept internazionale in uno spazio fisico ad alto contenuto architettonico, tecnologico e rappresentativo.

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Un nuovo modo di interpretare lo spazio Volvo

Dopo una precedente esperienza milanese legata a un concept store Volvo, la casa automobilistica svedese sviluppò un nuovo format in collaborazione con lo studio T&V Ark di Stoccolma, destinato a un numero limitato di sedi nei principali mercati internazionali.

Milano offrì le condizioni per la realizzazione di uno dei primi esempi del nuovo Volvo Studio.

Lo spazio non nasceva come una concessionaria tradizionale, ma come un luogo dedicato all’incontro tra automotive, design, tecnologia, cultura e identità del marchio.

Questa impostazione richiedeva un approccio progettuale diverso rispetto a uno showroom convenzionale: l’automobile diventava parte di un ambiente più ampio, costruito attorno all’esperienza del visitatore e ai valori del brand.

Dal concept internazionale alla realizzazione

Il Volvo Studio Milano è stato sviluppato all’interno del complesso di Porta Nuova Varesine, in un contesto architettonico contemporaneo e fortemente riconoscibile.

Trasformare il concept elaborato a livello internazionale in uno spazio concretamente realizzabile a Milano ha richiesto un importante lavoro di approfondimento tecnico.

Il progetto doveva conservare la qualità estetica e l’identità previste dal concept originario, confrontandosi allo stesso tempo con le caratteristiche dell’immobile, i vincoli costruttivi, gli impianti, i materiali, le tecnologie e le esigenze operative.

È proprio nel passaggio tra idea, sviluppo esecutivo e costruzione che si concentra una delle parti più complesse di un intervento di questo tipo.

La mia attività come collaboratore

Nell’ambito dell’incarico seguito dall’Arch. Gaspare Inglese ho collaborato alle attività di sviluppo progettuale e tecnico necessarie alla realizzazione del Volvo Studio Milano.

Il lavoro ha richiesto un confronto continuo tra il concept architettonico, le soluzioni esecutive e le esigenze concrete della realizzazione.

Tra gli aspetti affrontati all’interno del gruppo di progettazione vi erano:

  • sviluppo delle soluzioni architettoniche;
  • approfondimento del progetto esecutivo;
  • definizione di dettagli costruttivi;
  • verifica dell’integrazione tra materiali e componenti;
  • coordinamento tra elementi architettonici e tecnologici;
  • confronto con fornitori e figure specialistiche coinvolte nella realizzazione;
  • verifica della coerenza tra concept, progetto e condizioni reali dello spazio.

Il mio contributo si inseriva quindi all’interno di un processo progettuale più ampio coordinato dall’Arch. Inglese.

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Materiali, tecnologia e dettaglio

Uno degli aspetti più interessanti del Volvo Studio Milano è stato il livello di attenzione richiesto nella definizione dei materiali e dei componenti tecnologici.

Un progetto di questo tipo non può essere risolto solamente attraverso disegni generali.

Ogni scelta — rivestimenti, illuminazione, elementi tecnici, arredi, superfici, sistemi integrati — contribuisce alla percezione complessiva dello spazio.

Il lavoro di sviluppo esecutivo assume quindi un ruolo centrale: il dettaglio deve rispettare l’idea architettonica, ma deve anche essere tecnicamente realizzabile, coordinabile con gli altri sistemi e compatibile con le modalità di posa e costruzione.

Questa esperienza ha rafforzato la mia attenzione verso un principio che considero ancora oggi fondamentale: la qualità di un progetto dipende anche dalla capacità di portare il concept fino alla scala del dettaglio costruttivo.

Coordinare competenze differenti

La realizzazione di un progetto come Volvo Studio Milano ha coinvolto numerosi soggetti: progettisti, tecnici, fornitori, aziende specialistiche e figure indicate dal committente e dalla casa automobilistica.

La complessità non era quindi soltanto progettuale.

Era necessario far dialogare competenze differenti all’interno di un obiettivo comune, mantenendo coerenza tra immagine, architettura, tecnologia e realizzazione.

Il coordinamento tra le diverse professionalità è stato uno degli aspetti più formativi di questa esperienza.

Ogni componente doveva essere valutato non come elemento isolato, ma come parte di un sistema più ampio.

Volvo Retail Experience: undici anni di collaborazione alla trasformazione della rete italiana

Tra il 2013 e il 2024 ho collaborato con l’Arch. Inglese, titolare dell’incarico affidato da Volvo Car Italia S.p.A. per lo sviluppo e l’adeguamento di diverse sedi della rete commerciale italiana secondo i principi del Volvo Retail Experience – VRE.

La mia attività si è quindi svolta come collaboratore professionale nell’ambito dell’incarico coordinato dall’Arch. Inglese, e non attraverso un incarico diretto da parte di Volvo Car Italia.

È stata una delle esperienze più continuative e significative del mio percorso professionale: oltre dieci anni di lavoro all’interno di un programma nel quale architettura, immagine corporate, interior design, illuminazione, impianti e aspetti realizzativi dovevano dialogare all’interno di un sistema progettuale coerente.

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Il Volvo Retail Experience

Il Volvo Retail Experience, comunemente identificato con l’acronimo VRE, nasce con l’obiettivo di trasferire negli spazi commerciali della rete Volvo i valori del marchio e del design scandinavo.

Non si tratta semplicemente di un aggiornamento grafico delle concessionarie.

Il concept interviene sull’intera esperienza dello spazio: immagine esterna dell’edificio, facciate, ingressi, trasparenze, illuminazione, materiali, organizzazione degli ambienti interni, aree espositive e relazione tra cliente, automobile e architettura.

Il risultato deve essere immediatamente riconoscibile come parte dell’identità Volvo, mantenendo al tempo stesso la capacità di adattarsi alle caratteristiche specifiche di ogni singola sede.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del lavoro.

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Un concept internazionale adattato a edifici differenti

Applicare un sistema corporate a una rete di concessionarie distribuite sul territorio significa confrontarsi ogni volta con edifici diversi.

Dimensioni, strutture esistenti, distribuzione interna, facciate, vincoli tecnici, impianti e condizioni urbanistiche cambiano da sede a sede.

Il progetto non può quindi limitarsi alla semplice applicazione di uno standard.

È necessario interpretare il concept e trovare ogni volta il corretto equilibrio tra identità del marchio, caratteristiche dell’edificio e fattibilità dell’intervento.

Durante gli anni di collaborazione ho avuto modo di confrontarmi con questo processo progettuale su differenti sedi della rete italiana, partecipando allo sviluppo e all’adattamento delle soluzioni architettoniche e tecniche alle diverse situazioni locali.

Il mio ruolo come collaboratore

Nell’ambito dell’incarico seguito dall’Arch. Inglese, l’attività progettuale riguardava, a seconda delle caratteristiche della singola sede e della fase di sviluppo:

  • analisi preliminare degli edifici esistenti;
  • adattamento del concept Volvo Retail Experience alle condizioni specifiche delle diverse sedi;
  • sviluppo della progettazione architettonica;
  • studio dell’immagine esterna e delle facciate;
  • organizzazione degli spazi interni e delle aree dedicate al cliente;
  • approfondimento delle soluzioni tecniche;
  • integrazione degli aspetti edilizi, impiantistici e illuminotecnici;
  • sviluppo di indicazioni operative utili alle successive fasi di realizzazione;
  • confronto tra standard corporate, condizioni reali dell’edificio e necessità funzionali della concessionaria;
  • supporto allo sviluppo dei progetti nelle diverse fasi.

La complessità non derivava soltanto dalla dimensione degli interventi, ma soprattutto dalla necessità di mantenere una forte coerenza progettuale all’interno di situazioni architettoniche spesso molto differenti tra loro.

Architettura e identità del marchio

Uno showroom automobilistico è contemporaneamente edificio, spazio commerciale e luogo di rappresentazione di un brand.

L’architettura diventa quindi parte integrante della comunicazione.

Nel programma VRE ogni elemento concorre alla costruzione dell’esperienza: la percezione della facciata dalla strada, il trattamento dell’ingresso, la trasparenza delle superfici vetrate, l’illuminazione, i materiali, la disposizione delle vetture e l’organizzazione delle aree dedicate all’accoglienza e alla relazione con il cliente.

Il progetto deve funzionare tecnicamente, ma deve anche trasmettere in modo coerente l’identità del marchio.

Lavorare per molti anni all’interno di questo sistema mi ha permesso di approfondire il rapporto tra architettura, corporate identity e realizzazione concreta dell’intervento.

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Dal concept alla realizzazione

Uno degli aspetti che considero più formativi dell’esperienza VRE è stato il continuo confronto tra l’idea progettuale e le condizioni reali nelle quali questa doveva essere costruita.

Un concept internazionale nasce necessariamente attraverso principi generali.

Quando però viene applicato a un edificio esistente entrano in gioco strutture, serramenti, impianti, materiali, normative, dettagli costruttivi e condizioni specifiche del luogo.

È in questo passaggio che il progetto deve diventare realmente operativo.

L’esperienza maturata negli anni mi ha portato a sviluppare una particolare attenzione alla continuità tra concept, approfondimento tecnico e fase realizzativa.

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Una lunga esperienza di progettazione coordinata

La collaborazione sul programma Volvo Retail Experience si è sviluppata per undici anni, dal 2013 al 2024.

Un periodo sufficientemente lungo da permettermi di osservare l’evoluzione del programma, le differenti modalità di applicazione e il progressivo aggiornamento degli spazi dedicati alla vendita e all’esperienza del cliente.

La mia collaborazione professionale si è conclusa nel 2024, mentre il programma VRE e l’evoluzione della rete retail Volvo proseguono oltre il periodo della mia attività.

È importante sottolineare questa distinzione: il mio contributo si è svolto all’interno dell’incarico professionale dell’Arch. Inglese per Volvo Car Italia e non attraverso un incarico diretto conferito a Dario Fabris.

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Un’esperienza alla base dell’approccio FABRIS+

Oggi considero il lavoro maturato sul programma Volvo Retail Experience una delle esperienze che hanno maggiormente contribuito alla mia visione della progettazione integrata.

Interventi di questo tipo richiedono infatti che architettura, immagine, aspetti tecnici, impianti, illuminazione, interior design e fase realizzativa non vengano affrontati come elementi indipendenti.

Devono essere coordinati all’interno di un unico processo.

È anche da esperienze come questa che nasce l’approccio di FABRIS+, dedicato ai progetti nei quali la complessità dell’intervento richiede il coordinamento di competenze differenti e un riferimento progettuale unitario.

Showroom, retail, studi professionali, strutture sanitarie, nuove costruzioni e ampliamenti presentano esigenze molto diverse tra loro, ma condividono spesso la stessa necessità: trasformare molte competenze specialistiche in un progetto coerente.

Ed è proprio questo uno degli insegnamenti più importanti che porto con me dagli anni dedicati al Volvo Retail Experience.


Volvo Retail Experience – VRE

Periodo della collaborazione: 2013–2024
Committente dell’incarico principale: Volvo Car Italia S.p.A.
Titolare dell’incarico: Arch. Inglese
Ruolo di Dario Fabris: collaboratore professionale allo sviluppo architettonico e tecnico dei progetti
Ambito: Corporate Design e adeguamento delle sedi della rete commerciale Volvo in Italia