Urbanistica

Nel nostro studio, l’urbanistica è concepita come uno strumento per trasformare la città in un ambiente più sostenibile, vivibile e armonioso. Crediamo che l’urbanistica non debba limitarsi alla sola pianificazione degli edifici, ma promuovere una vera e propria integrazione tra città e natura.

Ricerca urbana e spazio pubblico

La città è un organismo in continua trasformazione. Infrastrutture, mobilità, spazi pubblici, verde, acqua e architettura contribuiscono insieme a definire la qualità dell’esperienza urbana.

Il mio lavoro di ricerca nasce dall’osservazione di questi temi e dalla volontà di utilizzare il progetto come strumento di riflessione: partire da un luogo reale, comprenderne caratteristiche, criticità e potenzialità e sviluppare possibili scenari attraverso architettura, urban design e paesaggio.

Accanto ai progetti professionali, questa sezione raccoglie anche esercizi progettuali indipendenti, nati per sperimentare idee e approfondire il rapporto tra città, persone e spazio pubblico.

Progettare lo spazio pubblico

Lo spazio pubblico non è semplicemente ciò che rimane tra gli edifici.

Strade, piazze, percorsi pedonali, fermate del trasporto pubblico, aree verdi e infrastrutture sono luoghi della vita quotidiana. La loro qualità influenza il modo in cui attraversiamo, utilizziamo e percepiamo la città.

Il progetto dello spazio pubblico parte quindi da alcuni temi ricorrenti:

comfort, ombra, accessibilità, continuità dei percorsi, identità urbana e possibilità di incontro.

L’obiettivo è immaginare luoghi capaci non soltanto di funzionare, ma di essere realmente vissuti.

Mobilità e architettura

Le infrastrutture per la mobilità hanno un impatto importante sul paesaggio urbano.

Una fermata del tram, un percorso ciclabile, una stazione o un nodo di interscambio non sono soltanto dispositivi tecnici: possono diventare vere e proprie architetture pubbliche e contribuire alla riconoscibilità e alla qualità di un luogo.

Progettare la mobilità significa quindi lavorare contemporaneamente su funzione, comfort, sicurezza, spazio pubblico e identità urbana.

Verde, acqua e microclima urbano

Vegetazione, ombra e acqua possono contribuire in modo significativo alla qualità degli spazi urbani.

Alberature, superfici permeabili e sistemi verdi possono migliorare il comfort climatico e creare luoghi più piacevoli da attraversare e abitare, ma devono essere considerati come elementi integrati del progetto e non come semplici aggiunte decorative.

Anche l’acqua può diventare un elemento importante dello spazio pubblico: non soltanto qualcosa da osservare, ma una presenza capace di generare nuovi luoghi di sosta, relazione e attraversamento.

La Bologna che vorrei

La Bologna che vorrei è una serie di esercizi progettuali indipendenti dedicati a luoghi, infrastrutture e trasformazioni della città di Bologna.

Ogni episodio parte da un tema urbano reale e prova a sviluppare una possibile interpretazione attraverso il progetto.

L’obiettivo non è proporre soluzioni definitive né costruire confronti polemici con quanto realizzato. È piuttosto un modo per utilizzare questioni concrete della città come occasione di ricerca, sperimentazione e confronto progettuale.

Osservare la città, formulare una posizione, trasformarla in progetto.

01 — Fermate del tram

Il primo episodio affronta il tema delle fermate della nuova rete tranviaria di Bologna.

La domanda di partenza è semplice: come può una fermata del tram diventare non soltanto un elemento funzionale, ma un piccolo spazio urbano capace di dialogare con il carattere della città?

Il progetto si sviluppa attorno a quattro principi:

Ombra · Ritmo · Leggerezza · Continuità

Una struttura modulare interpreta il ritmo dei portici bolognesi senza riprodurne letteralmente la forma.

La sequenza degli elementi strutturali costruisce l’identità della fermata, mentre una copertura leggera e ombreggiante, le sedute, l’illuminazione e la segnaletica vengono pensate come parti di un unico sistema architettonico.

La fermata viene così interpretata come una piccola architettura pubblica: non soltanto un luogo di passaggio, ma uno spazio in cui aspettare.

Ricerca urbana e spazio pubblico

La città è un organismo in continua trasformazione. Infrastrutture, mobilità, spazi pubblici, verde, acqua e architettura contribuiscono insieme a definire la qualità dell’esperienza urbana.

Il mio lavoro di ricerca nasce dall’osservazione di questi temi e dalla volontà di utilizzare il progetto come strumento di riflessione: partire da un luogo reale, comprenderne caratteristiche, criticità e potenzialità e sviluppare possibili scenari attraverso architettura, urban design e paesaggio.

Accanto ai progetti professionali, questa sezione raccoglie anche esercizi progettuali indipendenti, nati per sperimentare idee e approfondire il rapporto tra città, persone e spazio pubblico.

Progettare lo spazio pubblico

Lo spazio pubblico non è semplicemente ciò che rimane tra gli edifici.

Strade, piazze, percorsi pedonali, fermate del trasporto pubblico, aree verdi e infrastrutture sono luoghi della vita quotidiana. La loro qualità influenza il modo in cui attraversiamo, utilizziamo e percepiamo la città.

Il progetto dello spazio pubblico parte quindi da alcuni temi ricorrenti:

comfort, ombra, accessibilità, continuità dei percorsi, identità urbana e possibilità di incontro.

L’obiettivo è immaginare luoghi capaci non soltanto di funzionare, ma di essere realmente vissuti.

Mobilità e architettura

Le infrastrutture per la mobilità hanno un impatto importante sul paesaggio urbano.

Una fermata del tram, un percorso ciclabile, una stazione o un nodo di interscambio non sono soltanto dispositivi tecnici: possono diventare vere e proprie architetture pubbliche e contribuire alla riconoscibilità e alla qualità di un luogo.

Progettare la mobilità significa quindi lavorare contemporaneamente su funzione, comfort, sicurezza, spazio pubblico e identità urbana.

Verde, acqua e microclima urbano

Vegetazione, ombra e acqua possono contribuire in modo significativo alla qualità degli spazi urbani.

Alberature, superfici permeabili e sistemi verdi possono migliorare il comfort climatico e creare luoghi più piacevoli da attraversare e abitare, ma devono essere considerati come elementi integrati del progetto e non come semplici aggiunte decorative.

Anche l’acqua può diventare un elemento importante dello spazio pubblico: non soltanto qualcosa da osservare, ma una presenza capace di generare nuovi luoghi di sosta, relazione e attraversamento.

La Bologna che vorrei

La Bologna che vorrei è una serie di esercizi progettuali indipendenti dedicati a luoghi, infrastrutture e trasformazioni della città di Bologna.

Ogni episodio parte da un tema urbano reale e prova a sviluppare una possibile interpretazione attraverso il progetto.

L’obiettivo non è proporre soluzioni definitive né costruire confronti polemici con quanto realizzato. È piuttosto un modo per utilizzare questioni concrete della città come occasione di ricerca, sperimentazione e confronto progettuale.

Osservare la città, formulare una posizione, trasformarla in progetto.

01 — Fermate del tram

Il primo episodio affronta il tema delle fermate della nuova rete tranviaria di Bologna.

La domanda di partenza è semplice: come può una fermata del tram diventare non soltanto un elemento funzionale, ma un piccolo spazio urbano capace di dialogare con il carattere della città?

Il progetto si sviluppa attorno a quattro principi:

Ombra · Ritmo · Leggerezza · Continuità

Una struttura modulare interpreta il ritmo dei portici bolognesi senza riprodurne letteralmente la forma.

La sequenza degli elementi strutturali costruisce l’identità della fermata, mentre una copertura leggera e ombreggiante, le sedute, l’illuminazione e la segnaletica vengono pensate come parti di un unico sistema architettonico.

La fermata viene così interpretata come una piccola architettura pubblica: non soltanto un luogo di passaggio, ma uno spazio in cui aspettare.

[SCOPRI IL PROGETTO]

02 — Via Riva di Reno

Il secondo episodio, attualmente in fase di sviluppo, affronta il rapporto tra la città e il Canale di Reno.

La riapertura del canale introduce una presenza importante nello spazio urbano, ma genera anche nuove domande progettuali.

Come può l’acqua diventare realmente parte della vita quotidiana della città?
Come evitare che il canale diventi un elemento di separazione tra le due sponde?
Come costruire una relazione più diretta tra persone, spazio pubblico e acqua?

La ricerca esplora la possibilità di realizzare gradonate che accompagnano verso il livello del canale, spazi bassi capaci di accettare occasionalmente l’acqua durante eventi eccezionali e connessioni più ampie tra le due sponde.

Gli attraversamenti non vengono immaginati soltanto come ponti, ma come vere piazze sospese sull’acqua: luoghi nei quali attraversare, incontrarsi, sedersi e sostare.

Il canale rimane protagonista, ma diventa parte di un sistema urbano più ampio e abitabile.

Una ricerca aperta

La ricerca urbana non cerca una risposta unica.

Ogni progetto rappresenta una possibile interpretazione e un’occasione per approfondire il rapporto tra architettura, infrastruttura, paesaggio e vita quotidiana.

Il progetto diventa così uno strumento per interrogare la città, mettere alla prova nuove idee e immaginare scenari possibili.

Osservare. Progettare. Verificare. Immaginare.

02 — Via Riva di Reno

Il secondo episodio, attualmente in fase di sviluppo, affronta il rapporto tra la città e il Canale di Reno.

La riapertura del canale introduce una presenza importante nello spazio urbano, ma genera anche nuove domande progettuali.

Come può l’acqua diventare realmente parte della vita quotidiana della città?
Come evitare che il canale diventi un elemento di separazione tra le due sponde?
Come costruire una relazione più diretta tra persone, spazio pubblico e acqua?

La ricerca esplora la possibilità di realizzare gradonate che accompagnano verso il livello del canale, spazi bassi capaci di accettare occasionalmente l’acqua durante eventi eccezionali e connessioni più ampie tra le due sponde.

Gli attraversamenti non vengono immaginati soltanto come ponti, ma come vere piazze sospese sull’acqua: luoghi nei quali attraversare, incontrarsi, sedersi e sostare.

Il canale rimane protagonista, ma diventa parte di un sistema urbano più ampio e abitabile.

Una ricerca aperta

La ricerca urbana non cerca una risposta unica.

Ogni progetto rappresenta una possibile interpretazione e un’occasione per approfondire il rapporto tra architettura, infrastruttura, paesaggio e vita quotidiana.

Il progetto diventa così uno strumento per interrogare la città, mettere alla prova nuove idee e immaginare scenari possibili.

Osservare. Progettare. Verificare. Immaginare.