Intervento di ristrutturazione integrale di un bilocale a Bologna, impostato su un principio chiaro: ridurre la frammentazione, aumentare la leggibilità dello spazio, costruire un ambiente coerente in ogni sua parte.

Il progetto lavora sulla continuità percettiva. Le superfici, i materiali e la luce non sono elementi decorativi ma strumenti per controllare la percezione dello spazio. L’obiettivo non è aggiungere, ma togliere discontinuità.
La zona notte è definita da una palette neutra e da un sistema di illuminazione integrata che costruisce atmosfera senza ricorrere a elementi invasivi. La testata retroilluminata e la grafica murale lavorano insieme per stabilizzare lo spazio, evitando contrasti inutili e mantenendo un’immagine uniforme.


La zona giorno concentra tutte le funzioni in un unico ambiente. La cucina si sviluppa ad L, con colonne attrezzate ed elettrodomestici completamente integrati. Le superfici sono pulite, prive di interruzioni visive, e contribuiscono a una lettura compatta e ordinata dello spazio. Il backsplash retroilluminato introduce una luce funzionale che diventa anche elemento compositivo.
Il tavolo rotondo e le sedute morbide interrompono la rigidità dell’impianto, senza compromettere la coerenza generale. Sono elementi di equilibrio, non di contrasto.
L’intervento si basa su tre leve: controllo della luce, continuità materica, riduzione del rumore visivo. Il risultato è uno spazio compatto ma non compresso, leggibile ma non banale, costruito per essere vissuto senza attriti.


Il bagno è costruito su una gamma controllata di tonalità di blu, utilizzate per definire profondità e continuità senza creare contrasti rigidi. Le superfici ceramiche, tra pareti e pavimento, lavorano su variazioni materiche dello stesso colore, mantenendo una lettura uniforme e compatta dello spazio. I miscelatori e gli accessori in ottone introducono un elemento caldo e riflettente, calibrato per emergere senza diventare dominante. Il rapporto tra blu e ottone stabilizza l’ambiente: il primo assorbe e struttura, il secondo puntualizza e restituisce luce. L’insieme evita effetti decorativi, mantenendo un equilibrio netto tra funzione e percezione.



