VIRA — panca modulare per lo spazio pubblico

Panca scultorea: materia, ritmo e luce

La panca nasce come studio sul rapporto tra seduta, struttura e percezione dinamica della forma. L’elemento di arredo viene interpretato non come un volume compatto, ma come una sequenza di moduli verticali che, attraverso variazioni progressive di orientamento, costruiscono una superficie continua e allo stesso tempo articolata.

%architetto bologna%

Il progetto parte da una geometria semplice e riconoscibile: una serie di elementi paralleli definisce le estremità e il piano della seduta. Procedendo verso la parte centrale, i moduli cambiano progressivamente inclinazione generando una torsione che alleggerisce visivamente la massa e crea un grande vuoto inferiore.

Il risultato è un oggetto che cambia aspetto in funzione del punto di osservazione. Frontalmente prevale la percezione della rotazione; lateralmente emerge invece la continuità del piano superiore. Luce e ombra accentuano ulteriormente questa trasformazione, rendendo leggibile la successione dei singoli elementi.

Una forma costruita attraverso la ripetizione

La geometria della panca deriva dalla ripetizione di un unico principio modulare. Ogni elemento contribuisce alla costruzione della forma complessiva, ma rimane chiaramente percepibile come parte autonoma della sequenza.

Nelle zone terminali gli elementi mantengono un andamento prevalentemente verticale e definiscono appoggi visivamente più solidi. Avvicinandosi al centro, iniziano invece a ruotare progressivamente, trasformando la superficie laterale e generando il caratteristico movimento diagonale.

Questa variazione consente di ottenere una struttura apparentemente complessa partendo da componenti geometricamente semplici. La ripetizione crea ordine, mentre la rotazione introduce movimento.

La parte superiore rimane sostanzialmente continua e permette di utilizzare l’oggetto come una vera seduta, mentre la parte inferiore viene scavata dalla progressiva inclinazione dei moduli. Il vuoto diventa così parte integrante del progetto.

Materia e percezione

Il concept è rappresentato attraverso una superficie lapidea chiara, capace di mettere in evidenza la massa, lo spessore e il ritmo dei diversi elementi.

La texture leggermente irregolare contrasta con la precisione della geometria. Questo rapporto tra una forma controllata e una materia dalla superficie più naturale evita una percezione eccessivamente tecnica dell’oggetto e gli conferisce una presenza più vicina agli elementi dell’architettura e dello spazio pubblico.

%architetto bologna%

Anche gli spazi sottili tra un modulo e l’altro contribuiscono alla lettura del progetto. Le linee verticali scandiscono la lunghezza della panca e producono un ritmo regolare che viene progressivamente deformato nella zona centrale.

La forma non deriva quindi da un gesto puramente decorativo: sono gli stessi elementi costruttivi a determinare il carattere dell’oggetto.

La luce come componente del progetto

Una seconda configurazione introduce un sistema di illuminazione integrata tra gli elementi.

La luce attraversa le fughe e sottolinea la sequenza dei moduli, trasformando completamente la percezione della panca nelle ore serali. Il disegno della torsione, leggibile di giorno soprattutto attraverso ombre e variazioni geometriche, viene evidenziato di notte dalle linee luminose.

Nella zona centrale la luce segue l’inclinazione degli elementi e rende ancora più evidente il movimento della struttura. Nelle estremità, invece, assume un andamento prevalentemente verticale.

L’illuminazione non viene quindi aggiunta come elemento indipendente, ma segue direttamente la logica geometrica del progetto.

La luce radente sul pavimento contribuisce inoltre a dare all’oggetto una presenza diversa dopo il tramonto, trasformandolo potenzialmente in un piccolo punto di riferimento all’interno dello spazio pubblico.

Un elemento tra design e architettura

La panca è pensata come un oggetto collocabile in parchi, piazze, percorsi pedonali, corti e spazi collettivi.

La sua scala permette di leggerla contemporaneamente come elemento di arredo e come piccola architettura. Il progetto non cerca di nascondere la propria presenza, ma utilizza geometria e materia per costruire un oggetto riconoscibile senza ricorrere a elementi decorativi aggiunti.

Il rapporto con il paesaggio rimane però importante. La finitura chiara dialoga con pavimentazioni minerali e superfici naturali, mentre la successione verticale dei moduli produce ombre differenti durante la giornata.

La panca può quindi cambiare percezione in relazione alla posizione del sole, alla vegetazione circostante e alle condizioni di illuminazione.

Dal modello tridimensionale alla verifica del concept

Il progetto è stato sviluppato attraverso modellazione tridimensionale e visualizzazione architettonica, strumenti utilizzati per verificare proporzioni, andamento della torsione, spessori e comportamento della luce.

La modellazione consente in particolare di controllare la variazione progressiva dei singoli elementi e la continuità del piano superiore, mentre il rendering permette di studiare il rapporto tra l’oggetto e un possibile contesto reale.

Le immagini diurne mettono in evidenza soprattutto materia, geometria e ombre. La visualizzazione serale permette invece di approfondire il ruolo dell’illuminazione integrata e il modo in cui questa modifica la presenza dell’oggetto nello spazio.

La panca diventa così uno studio sul modo in cui un sistema modulare semplice possa generare una forma complessa attraverso rotazione, ripetizione, materia e luce.